Idrogeologia Applicata - Principi, metodi e misure
G. Cerbini, M. Gorla - 2004 - 807 pagine


L’idrogeologia è quella branca della geologia che si occupa delle interazioni tra materiali geologici e acqua. Più in particolare, l’idrogeologia può essere definita come lo studio delle leggi che governano il moto delle acque sotterranee, le interazioni chimiche, meccaniche e termiche che si sviluppano tra l’acqua e il mezzo poroso ed il trasporto di energia e di costituenti chimici da parte del flusso idrico sotterraneo. La legge di Darcy (1856) e le equazioni di Dupuit (1863) costituirono i primi “germogli” di un diverso approccio scientifico-applicativo, molto spesso empirico, che stava rapidamente prendendo piede. Nel 1906, Thiem pubblicò un interessante lavoro, che fornì un ulteriore indispensabile strumento di analisi del deflusso idrico sotterraneo, in termini di regime stazionario. Agli inizi degli anni ’30,Theis (1935), “analizzò” i problemi connessi all’estrazione delle acque sotterranee e allo sfruttamento delle risorse idriche, in condizioni di regime transitorio. Qualche anno dopo, Jacob (1940), presentò le equazioni fondamentali che descrivono direttamente il flusso dell’acqua o di un fluido, incorporando le osservazioni circa il comportamento elastico dei mezzi porosi, eseguite da Meinzer già nel 1925.
Successivamente, il flusso idrico sotterraneo venne sempre più espresso sottoforma di equazioni differenziali, ossia in termini di relazioni tra cause e effetti, tra stato della natura in un punto o istante e il punto vicino o istante successivo. Hantush (allievo di Jacob), propose alcune soluzioni a tali problemi. Piper (1944) e Stiff (1951) furono invece tra i primi a pensare all’idrochimica e introdussero quindi delle rappresentazioni grafiche utili per l’interpretazione di analisi chimiche sulle acque. Pochi anni dopo, Chebotarev (1955) presentò alcuni studi sull’evoluzione chimica delle acque Lo studio della fisica del flusso e delle caratteristiche chimiche assumono pari importanza con i primi anni ‘60, mentre negli anni ‘70 l’interesse si focalizza sui meccanismi di trasporto di massa da un punto all’altro del dominio sotterraneo dell’acquifero. Gli anni ’80 e ’90 segnarono la definitiva affermazione dell’idrogeologo come figura professionale, impegnata alla compiuta progettazione di opere per lo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee a quelle inerenti il recupero delle stesse, mediante lo sviluppo di progetti di disinquinamento e ripristino ambientale, grazie all’introduzione in campo normativo di alcune importanti decreti, quali il D.Lgs. 152/99, il D.Lgs 31/2001 e il D.M. 471/99.
L’idrogeologo, da mero osservatore dell’ambiente che lo circonda, diventa sempre più concretamente una figura professionale pratica, applicativa e, sotto molti aspetti, decisamente propositiva e risolutiva.
L’idrogeologia “pura” lascia così campo aperto all’idrogeologia applicata che rappresenta l’impiego delle conoscenze idrologiche ed idrogeologiche ai fini di pianificazione ambientale, anche in collaborazione con altri ambiti professionali.
I settori di impiego dell’idrogeologia applicata vanno dallo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee al monitoraggio delle risorse idriche sotterranee e alla protezione delle aree di ricarica e delle zone di captazione. L’individuazione dei siti adatti all’ubicazione di scarichi e discariche ed il monitoraggio fisico e chimico con lo studio della contaminazione e/o inquinamento, completano la gamma di interventi mirati sul territorio.

Il Volume si articola su 8 capitoli :
Cap.1° Proprietà dei terreni e delle rocce
Cap.2° Idrogeochimica applicata
Cap.3° Idrodinamica sotterranea
Cap.4° Trivellazioni e captazioni
Cap.5° Misura dei parametri idrogeologici
Cap.6° Vulnerabilità ed inquinamento delle risorse idriche sotterranee
Cap.7° Modelli di flusso e trasporto - analisi geostatistiche
Cap.8° Caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati