Il Nano Ghiacciato

Giovanni Cerbini
Geologo Professionista, Editore ed Editorialista


Pubblicato su
fascicolo numero 20 - Dicembre 1988

Un altro anno passa agli archivi lasciando molti problemi irrisolti o quantomeno risolti a metà. Fiumi di inchiostro sono stati versati in editoriali più o meno allarmistici e la quasi totalità, partendo da una interpretazione realistica dei fatti, ha fatto delle proiezioni che somigliano molto alle previsioni dei maghi, astrologi e cartomanti, che puntualmente appaiono su tutte le riviste a fine anno. Il grande Indro Montanelli in un suo editoriale di fine anno ha stigmatizzato in due parole questo concetto. Partendo dalle ormai radicate consuetudine la maggior parte dei giornali debbono per forze di cose offrire delle previsioni per l'anno a venire come predicava Bismark che ci sono dei momenti in cui l'uomo di stato e il giornalista devono avere il coraggio di dire se domani pioverà o no, dovremo provarci anche noi con il nostro giornale. Però non possedendo il sottoscritto i due poteri richiesti (sono solo un giornalista dilettante e non ho poteri occulti), mi devo solo attenere ai fatti analizzandoli al presente commentandoli senza lasciarmi prendere la mano dai facili pronostici, caso mai sperando che alcune cose si possano verificare secondo le proprie aspirazioni e desideri. A questo punto, lasciando i commenti politici, economici e strategici agli addetti ai lavori, il campo si restringe ai problemi tecnici di categoria e alle eventuali implicazioni socio-economiche che ne conseguono. Una prima analisi grossolana è presto fatta: ragazzi che anno favoloso il 1988! Si inizia l'anno con piglio deciso, c'è lavoro per tutti, le opere pubbliche si moltiplicano con nuove autostrade, ponti, gallerie per uno sviluppo programmato di un'Italia proiettata decisamente alle mete previste dei biennio 1990-1992 (mondiali di calcio e Europa senza frontiere n.d.r.). Tornano le navi dei veleni e si prevedono discariche ultrasofisticate; si risvegliano i soliti sentimenti ecologici che costringono finalmente gli Enti preposti ad intervenire per il risanamento ambientale. C'é sempre più fremente richiesta d'acqua e di energia elettrica. È un continuo susseguirsi di ordini e contrordini, si costruisce e si disfa con la stessa semplicità con cui si può uscire di casa in giacca per poi rientrare e prendere il cappotto perché fuori da freddo. però, anche se e stato un anno economicamente eccezionale il 1988 passa alla storia come 1'anno degli eventi catastrofici, dell'inquinamento e delle pressioni fiscali. Anche questa volta, a modo mio vorrei focalizzare l'obiettivo delle mere osservazioni su questi tre punti salienti che bene o male ci appartengono. Come forza perequativa, su questi eventi tipicamente italiani, si contrappone un componente esogeno: il nano ghiacciato. La definizione di nano ghiacciato (contrariamente al fortunato spot sul vino) è da intendersi come una perifrasi che indica una mano e una mente soverchiante che, al di sopra delle umane angustie, sceglie, dispone, stabilisce e qualche volta dispensa consigli. È come dire, per materializzare la perifrasi, un macrocefalo saldato su una struttura corporea del tutto normale: un cervello (definito come ovoide espanso posteriormente con sostanza grigia disposta su sei strati dal peso medio di 1182 gr) a cui fa appendice la struttura di 175 cm di altezza. Ho fatto tutta questa premessa per allontanare eventuali malintesi su una definizione non offensiva ma necessaria, a mio modo di vedere per definire determinate situazioni che si sono verificate in questo anno che sta per terminare. Nel campo degli interventi preventivi e di sistemazione si é fatto davvero molto a giudicare dalla mole di lavoro che ha interessato tutti gli addetti ai lavori, ma chi ha disposto, operato le scelte e stabilito le tecniche di intervento? Appena avviati i lavori i tecnici vengono sopraffatti dai fiscalisti e dagli economisti che assieme cercano di contrastare la pressione fiscale ormai giunta a livelli insopportabili. In questo presente tecnico-fiscale-finanziario emergono tanti nani ghiacciati che con il loro apporto al di sopra dell'umana sapienza scelgono, dispongono, stabiliscono e qualche volta dispensano consigli. Il rapporto nano ghiacciato/homo sapiens credo che a tutt'oggi sia attestato su valori 1 a 1000 quando questo rapporto sarà 1 a 1 l'Italia potrà fregiarsi della palma che la definisce la prima potenza mondiale in assoluto di tutti i tempi: ... Evviva.