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fascicolo numero 58 - Giugno 1998

COMMENTO

G. Chiesa

Sembra che gli estensori di tali norme non siano dei veri esperti nel campo dei pozzi e forse anche dell'idrogeologia; infatti oltre a non usare la terminologia esatta, confondono "capacità al campo" con "porosità efficace" che sono l'una il contrario dell'altra ed inoltre la definizione che ne danno corrisponde alla "potenzialità specifica". Fanno confusione tra "pozzi battuti" (driven well) e "pozzi infissi" o "well-point"; si usa il termine "well-point" solo quando i pozzi infissi o battuti vengono utilizzati in gruppo per prosciugare parzialmente il terreno. Oltre a usare termini tecnici impropri e descrizioni tecniche confuse usano il termine "acquiclude" per designare i terreni quasi o totalmente impermeabili: ma gli stessi terreni, da questo punto di vista, possono essere denominati anche "acquifugi" e "acquitardi" e quindi conviene usare il termine generico "impermeabile". I termini "strato confinante" e "capacità specifica" sono anglicismi che non vengono usati in Italia. Inoltre gli estensori di tali norme non hanno alcuna conoscenza dei diametri standard delle tubazioni; infatti al punto 2.9 richiedono tappi da 1"1/2 = 37,8 mm invece di 48,3 mm e 3"= 75,0 mm invece di 88,9 mm. Si è constato che vengono fissate alcune specifiche (per esempio il tipo dei filtri e le dimensioni delle loro finestrature) che non hanno alcuna importanza per quanto riguarda la salvaguardia del sottosuolo ma che potrebbero interessare solo l'economicità dell'opera e non la salvaguardia del sottosuolo.

1.2 Differenti tipi di pozzi

In verità si tratta di diversi tipi di utilizzo dei pozzi, perché dal punto di vista costruttivo, i pozzi agricoli sono identici a quelli industriali e questi a quelli ad uso potabile ecc.

1.6 Sorveglianza e controllo pozzi

Si prevede l'utilizzo di un "contatore volumetrico" che è utilizzabile solo per piccole portate; forse si tratta di un contatore a mulinello tipo "Woltmann" che però è sconsigliabile perché va fuori uso abbastanza rapidamente. Sarebbe consigliabile l'utilizzo di un contatore magnetico o di un tubo Venturi o di un diaframma tarato.

1.7 Perforatori autorizzati

Chi e come vengono autorizzate le Imprese di perforazione' Già attualmente esistono Imprese di perforazione iscritte all'Albo Nazionale Costruttori per centinaia di milioni nonostante non abbiano mai fatto pozzi.

2.1 Definizioni

Non si capisce cosa s'intenda per camicia esterna (eventuale) con filtri a sostegno del foro e per camicia interna.

2.3.1 Esecuzione della perforazione

Vengono descritti i sistemi di perforazione in modo molto imperfetto; infatti si dovrebbero considerare i seguenti metodi: a percussione a secco, a rotazione con circolazione diretta, a rotazione o percussione con circolazione inversa, a carotaggio continuo, ad infissione con finestratura in opera, battuti ed a scavo. Ciò perché ogni sistema richiede un suo particolare metodo di completamento (inghiaiamento e cementazione).

2.3.2 Avampozzo

Non si capisce cosa si vuole intendere con il termine "avampozzo"; da come descritto si tratterebbe di uno spezzone di tubazione da installare superficialmente per un tratto più o meno lungo, cioè fino al primo strato impermeabile, che a volte può. essere a profondità di alcune decine di metri ed inoltre deve sporgere fuori terra di almeno 5O cm. Non si capisce quando dovrebbe essere installata tale tubazione in quanto essa dovrebbe "garantire l'isolamento anche durante i lavori"; con il sistema a circolazione inversa ciò non è assolutamente possibile. Le voci c e d non sono ben chiare in quanto si parla di foro e non di avampozzo.

2.3.3 Precauzioni per lo scavo

Non è ammesso lasciare in opera tubazione di perforazione; la prima tubazione potrebbe servire come prima tubazione di rivestimento od avampozzo (voce 2.3.2), data la sua perfetta aderenza con il terreno e quindi la sua ermeticità idraulica, migliore di un'eventuale cementazione.

2.3.5 Fluidi di perforazione

Non vengono menzionati i polimeri come base per la formazione dei fluidi di perforazione; in questo caso si dovrebbe sconsigliare l'uso di polimeri biodegradabili per i pozzi d'acqua potabile. Per i pozzi per acqua potabile è ammesso solo l'uso di bentonite sodica in acqua dolce (bella scoperta! è impossibile fare un fango bentonitico con acqua salata), "nella misura stabilita in sede di progetto"; non si capisce cosa vuol dire, forse s'intende la quantità di bentonite da utilizzare per un dato volume di acqua? ma è assurdo prevedere ciò in sede di progetto, non conoscendo ancora la reale natura dei terreni da perforare. Però non si specifica se è ammessa la bentonite attivata, cioè con aggiunta di polimeri, che è quella che normalmente si trova in commercio. Le caratteristiche del fango non possono essere previste in sede di progetto in quanto nessuno è in grado di sapere a priori quali caratteristiche del fango siano necessarie per perforare i terreni che ancora non sono noti. Si richiedono le misure della rigidità del fango e della sua acqua libera, senza però specificare i valori; a parte il fatto che tali determinazioni richiedono l'utilizzo di apparecchiature sofisticate, costose e di non facile impiego, la valutazione di tali parametri non ha alcuna importanza per quanto riguarda la salvaguardia del Sottosuolo; essi servono solo in pozzi molto profondi per ottenere buone velocità di avanzamento e per ridurre il rigonfiamento delle marne argillose. Infatti per i pozzi d'acqua si può operare anche con "fango" formato da sola acqua (circolazione inversa) e con ridotti contenuti di bentonite o di polimeri (carotaggio continuo); in entrambi i casi il contenuto di acqua libera supera di molto i limiti che normalmente si hanno in un buon fango bentonitico. E' ammessa l'aggiunta di sostanze additive per migliorare le qualità del fango; sarebbe bene indicare i tipi di sostanze impiegabili per tale scopo per non inquinare le falde. Non è stato previsto il metodo per smaltire il fango una volta ultimato il completamento del pozzo.

2.4 Colonna (tubazione di rivestimento)

Non è possibile utilizzare tubazioni di rivestimento con diametro minore di 150 mm (diametro interno od esterno, DN od effettivo?) e quindi non si possono fare pozzi da 4" (114 mm) ed il perché non viene spiegato. Alla voce 1.2d vengono descritti i pozzi di controllo ove normalmente vengono installate tubazioni con diametro 4" ed a volte anche minori. Il diametro della tubazione deve essere maggiore del 25% di quello della pompa; questo è un parametro che dovrebbe interessare solo l'utilizzatore. Il dreno non deve avere uno spessore inferiore a 15 cm (tecnicamente basterebbe un dreno dello spessore di 5-8 cm); ciò comporterebbe per una tubazione DN 150 (168 mm) un perforo da 450mm (18") il che è un'assurdità quando si perfora con il metodo a circolazione diretta.

2.4.1.2 Filtri

Non sempre è possibile avere un diametro esterno uguale a quello dei tubi chiusi quando si utilizzano filtri aspirale con o senza tubazione interna di rinforzo; in questi casi non è consigliabile ridurre il diametro interno. E poi non si capisce questa norma dato che alla voce 2.4.1 si prevedono "raccordi dei singoli tratti a diverso diametro". Filtri con superficie aperta non superiore al 25%, perché? esistono degli ottimi filtri a spirale con superfici filtranti superiori a tale valore. Le finestrature non dovrebbero essere inferiori a 0,5 mm, perché?; a volte servono finestrature anche più piccole in presenza di terreni a granulometria molto fine quando non è possibile formare il dreno (circolazione diretta, carotaggio continuo). I filtri a deflettore (od a persiana) dovrebbero essere riservati ai pozzi ad infissione!; anzi è vero il contrario perché i deflettori impediscono l'infissione dei filtri in quanto creano una resistenza meccanica non indifferente ed inoltre essi tendono ad "aprirsi" se non a staccarsi. Forse ci si riferisce ai filtri finestrati in opera? ma in questo caso nessuno sa come siano le finestrature. In presenza di formazioni a granulometria molto fine è ammesso "eccezionalmente" l'utilizzo di filtri speciali!; tra questi anche i filtri a spirale che sono i migliori in quanto hanno piccole perdite di carico idraulico ed elevate superfici filtranti e che quindi dovrebbero essere usati quasi sempre. E poi perché limitare l'uso di filtri speciali se i tecnici "esperti", in base alla granulometria e/o litologia del sottosuolo ne consigliano l'impiego? Non è consentito il rivestimento con materiale che ne faciliterebbe l'intasamento (tessuto non tessuto), ma non si fa alcuna menzione del tessuto reps; forse gli estensori non conoscono tale tipo di rete che normalmente viene usata per i filtri di PVC (diminuirebbe troppo la loro resistenza allo schiacciamento) e per quelli a spirale; comunque non si fa alcuna menzione dei filtri ricavati mediante taglio ossiacetilenico, che dovrebbero essere proibiti.

2.4.2 1 Dreno

Si prevede l'immissione a gravità del ghiaietto solo per i pozzi a percussione, ma tale metodo è fattibile anche per i pozzi eseguiti a circolazione inversa. Nei pozzi a circolazione (diretta od inversa?) è il fluido di circolazione che dovrebbe trascinare il ghiaietto nell'intercapedine!; non si capisce come tale operazione possa avvenire dato che nei pozzi a circolazione diretta il fluido risale lungo l'intercapedine mentre il ghiaietto dovrebbe scendere. Si richiede un controllo, durante l'esercizio del pozzo, della sommità del dreno; ci può essere fatto solo se s'installa una idonea tubazione di piccolo diametro (non inferiore a 3", come indicato al punto 2.9) nell'intercapedine perforo-tubazione di rivestimento.

2.5 Sigillatura di testata? (cementazione)

La protezione deve essere fatta fino a rifiuto, cioè fino al piano campagna (anche qui c'è un po' di confusione tra avampozzo e camicia esterna), non si è considerato il fatto che una cementazione fino a rifiuto molte volte consiste nel cementare tratti molto lunghi di pozzo e ciò dà luogo a una pressione esterna non indifferente con conseguente schiacciamento della tubazione di rivestimento.

2.5.1 Materiali

Non è stata prevista la cementazione od isolamento idraulico mediante palline di argilla/bentonite.

2.5.2 Operazioni

Non viene descritto alcun metodo consigliato per eseguire le cementazioni a regola d'arte e ciò è mollo grave perché per la salvaguardia del sottosuolo e dell'acqua in esso contenuta, una buona cementazione è l'elemento principale, tutto il resto sono solo chiacchiere con poca se non nulla importanza.

2.6 Conservazione dell'integrità degli acquiferi

Non si capisce se nelle formazioni multiacquifere è ammessa la captazione delle singole falde con più tubazioni installate nel medesimo perforo.

2.7 Pozzi di grande diametro

Probabilmente si tratta di pozzi "a scavo", cioè eseguiti con gli operai che operano al fondo. Questi pozzi vengono eseguiti normalmente a piccole profondità in presenza di terreni poco permeabili; in presenza di terreni acquiferi essi dovrebbero essere proibiti.

2.8 Specifiche per pozzi infissi

Forse si tratta di pozzi battuti ove si ha una puntazza filtrante collegata a una batteria di tubi di piccolo diametro (4"6") la quale viene infissa nel terreno battendo alla sua sommità (una volta venivano denominati "pozzi Norton"). L'ermeticità idraulica, in presenza di terreno superficiale argilloso, è migliore di quella eseguita con una cementazione tra le due tubazioni come previsto; in presenza di terreno sabbioso tale cementazione non serve proprio a nulla perché l'acqua superficiale tende a filtrare alle spalle del tubo esterno, lungo solo 2 m. Però non si sono presi in considerazione i pozzi di medio diametro (400-500 mm) eseguiti mediante infissione della tubazione e finestratura dei filtri in opera.

2.9 Specifiche per le parti accessorie del pozzo

Si prevede l'installazione di uno sfiato sulla testa pozzo, però non se ne capisce la funzione, dato che l'acqua a contatto dell'aria va in putrefazione prima di quanto non è a contatto dell'aria. La pompa va installata lontano dai filtri non "per ridurre il trascinamento della sabbia" dato che ciò è in funzione e della velocità di flusso dell'acqua che non varia a seconda del posizionamento della pompa, ma solo perché la sabbia che eventualmente penetra nel pozzo non vada a finire direttamente nella pompa, ma possa cadere al fondo pozzo. Nel caso di testata sigillata, per il controllo del dreno si prevede un tappo d'ispezione da 3" = 88,9 (forse collegato a una tubazione ?); ciò vorrebbe dire che in caso di testata non stagna il controllo del dreno lo si potrebbe fare direttamente dalla bocca pozzo senza tappo, ma non era stata prevista una cementazione fino a rifiuto fuori terra?

3.1.1 Spurgo (sviluppo)

Durante lo sviluppo del pozzo deve essere tenuta sotto controllo la quota del dreno artificiale; siccome la parte superficiale dell'intercapedine perforo-tubazione deve essere cementata "a rifiuto", ciò è possibile solo se s'installa un tubetto da 3" lungo tutta la parte cementata, ma tale tubetto non è previsto.

3.1.2 Incremento della produttività

Gli esplosivi creano delle vibrazioni che possono causare la rottura di vecchi tubi; questo metodo, unitamente all'impiego del ghiaccio secco sono stati abbandonati già da molti anni per gli scarsi risultati ottenuti. I metodi chimici sono proibiti per legge in quanto i tecnici delle USSL sostengono che essi inquinano le falde (ciò però è ancora da dimostrare).

3.1.3 Prova di portata

Si prevede di determinare la curva di ritorno (risalita!) durante una prova a portata variabile a gradini, ma tale curva non ha alcun valore scientifico. L'ultima frase "E' opportuno limitare…." non è ben chiara, comunque nei pozzi freatici l'abbassamento non è mai linearmente proporzionale alla portata emunta e quindi quanto detto non è applicabile ad essi. Ciò vale anche per i pozzi artesiani quando dopo una certa portata interviene il fenomeno del flusso turbolento. Non è stata prevista la distanza di smaltimento dell'acqua emunta, specialmente in presenza di falde freatiche, affinché questa acqua non ritorni in falda.

3.2.1 Recupero chimico e meccanico

Per quanto riguarda i metodi chimici si rimanda a quanto detto al punto 3.1.2. Si prevede un lavaggio dei filtri mediante ugelli con pressioni maggiori di 50 bar; a parte il fatto che normalmente in queste operazioni sono consigliate pressioni di 10-15 bar, se si indica la pressione si dovrebbe indicare anche la portata necessaria e le dimensioni degli ugelli.

4.3 Specifiche tecniche

Rimozione totale o parziale del rivestimento a tratti da realizzarsi a misura che il pozzo viene riempito, cioè a partire dal fondo, come si fa? Chi lo chiede dovrebbe dire anche come fare!

4.4 Riempimento e sigillatura

Si fa una grande confusione nelle varie descrizioni delle metodologie utilizzabili allo scopo e non si capisce bene come si deve operare.