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PREMESSA
Nell' aprile del 1995, a seguito di controlli
dei serbatoi dell'impianto di distribuzione carburanti Q8 di viale Fulvio
Testi, in territorio comunale di Cinisello Balsamo (MI), è stata
verificata una perdita accidentale di carburante dauno dei contenitori
interrati, destinato al deposito di benzina super. Non è stato
possibile eseguire una definizione di dettaglio di carburante disperso,
in quanto la perdita probabilmente si è protratta per un arco
di tempo di alcuni mesi: sulla base di stime sommarie,comunque è
stato possibile valutare la perdita in circa 4000 l. Immediatamente
dopo la scoperta della perdita sono state eseguite le operazioni di
primo intervento, con la rimozione del serbatoio lesionato e asportazione
del terreno contaminato attorno al serbatoio, con recapito dello stesso
in discarica. Nel contempo ha avuto inizio una articolata successione
di operazioni che, attraverso fasi conoscitive, progettuali ed esecutive,
ha portato alla bonifica del sito. Tutte le operazioni sono state condotte
con il controllo della USSL 31 di Cinisello Balsamo. Il presente aricolo
vuole illustrare le metodologie seguite, ritenendo certamente utile
far conoscere ai tecnici che operano in campo idrogeologico un esempio
di bonifica integrata Soil Vapor Extraction e Pump and Treat, di facile
applicazione che anche nel caso specifico ha dato i consueti risultati
rapidi e risolutivi.
INDAGINI CONOSCITIVE La caratterizzazione stratigrafica
ed idrogeologica è stata eseguita facendo ricorso alle seguenti
indagini:
- Analisi bibliografica,
finalizzata alla individuazione delle caratteristiche geologiche ed idrogeologiche
generalidell'area.
- Un sondaggio geognostico
a carotaggio continuo eseguito in corrispondenza del serbatoio lesionato
dopo la sua asportazione (S1 in Fig.1).
- Il sondaggio è
stato spinto fino 24 metri dal p.c. per evitare il trascinamento del contaminante
in falda, valutata (sulla base di riscontri nei pozzi pubblici e privati
esistenti nel circondario) attorno ai 25 metri dal p.c.. Il sondaggio
è stato immediatamente cementato dopo il prelievo di campioni.
- Un sondaggio geognostico
a carotaggio continuo eseguito in posizione idrogeologicamente a valle
del punto di sversamento. La posizione è stata basata sulla direzione
di flusso regionali. Il sondaggio (PZ1 in Fig.
1) è stato spinto fino a 36,5 metri dal p.c., ed è stato
attrezzato a piezometro, consentendo così la puntuale verifica
della profondità di falda nel sito.
- Analisi chimiche sui
campioni di terreno prelevati in S1 alle varie profondità, con
determinazione di TPH e BTEX.
- Esecuzione di una campagna
di microsondaggi (procedura HPC) con determinazione del contenuto di TPH
e BTEX nel gas interstiziale (misure semiquantitative e quantitative sui
carboni attivi) e nei terreni.
I microsondaggi
sono stati finalizzati alla verifica della meccanica di propagazione
del contaminante nel saturo nell'intorno del punto di sversamento,
controllando che tale propagazione non abbia avuto componenti
orizzontali lungo il contatto tra accumulo artificiale e terreno
naturale. Le indagini hanno consentito di definire un quadro
dettagliato della geologia locale e della contaminazione, che
così può essere sintetizzato:
Successione stratigrafica
omogenea verticalmente per tutta la profondità indagata, caratterizzata
da ciottoli, ghiaie e sabbie con frazione fine generalmente ridotta (cfr.
Fig. 2)
Superficie piezometrica posta a 29,5 m circa dal p.c.
Contaminazione del no saturo per tutto il suo spessore (cfr. Fig.
2)
Contaminazione della falda (cfr.
tabella in Fig. 3)
Propagazione della contaminazione con modello colonnare sviluppato verticalmente,
senza apprezzabili componenti orizzontali.
FILOSOFIA DELLA BONIFICA
Tenendo presenti i risultati delle indagini
conoscitive, è stato necessario impostare l'intervento
secondo i seguenti principi generali, distinguendo gli interventi
finalizzati al non saturo ed al saturo.Per gli interventi di
bonifica del non saturo, è stata immediatamente esclusa
l'opzione di tecniche che prevedessero lo scavo dei terreni contaminati,
a causa della elevata profondità della contaminazione
e della necessità di continuare l'attività produttiva
dell'impianto di distribuzione. La tecnologia di bonifica più
interessante, in considerazione della elevata volatilità
dei contaminanti e della situazione complessiva del sito, è
risultata essere l'estrazione forzata dei gas interstiziali (SVE,
"soil vapor extraction"). Come è noto, con questa
metodologia non soltanto vengono rimossi i gas interstiziali
di contaminante, ma viene favorito il passaggio in fase di vapore
dei contaminanti in soluzione nell'umidità del terreno
o adsorbiti sulla superficie dei granuli. E' altresì riconosciuta
a questa tecnologia di stimolare, attraverso la circolazione
forzata dell'aria, l'attività di biodegradazione degli
idrocarburi compiuta dai batteri naturalmente presenti nei terreni.
Per gli interventi di bonifica del saturo, le condizioni idrogeologiche
locali hanno portato alla scelta della metodologia "pump
and treat" (P&T), che consente sia l'asportazione del
contaminante dalle acque di falda, sia la formazione di una efficace
barriera protettiva della falda "downgradient".
IMPIANTO DI BONIFICA DEL NON SATURO
L' impianto di bonifica del non saturo è
stato strutturato con i seguenti componenti:
-Pozzo d'aspirazione:considerando l'ampio intervallo di terreno insaturo
oggetto della bonifica, il pozzo d'aspirazione è stato attrezzato
con due colonne filtranti separate, una finestrata da 1 a 13 m di profondità,
l'altra finestrata da 13 a 27 metri di profondità, in modo da
permettere l'aspirazione selettiva di specifici intervalli di profondità.
Il pozzo d'aspirazione (PA) è stato ubicato in corrispondenza
del punto di sversamento (cfr.Fig.
1). La sua struttura è illustrata in Fig. 4.
-Aspiratore :è stato utilizzato un aspiratore con potenza di
5 KW, in grado di fornire una depressione di 300 mbar e portate massime
di 800 m3/ora. In ingresso all'aspiratore è stato posizionato
un separatore di umidità.
-Trattamento gas: per il trattamento dei gas aspirati si è fatto
ricorso ad un ossidatore catalitico.
IMPIANTO DI BONIFICA DEL SATURO
I componenti dell'impianto di bonifica del saturo sono
i seguenti:
-Pozzo di sbarramento: ubicato in posizione "downgradient"
rispetto al punto di sversamento. Il pozzo di sbarramento (PS) è
stato perforato con tecnica di percussione con diametro di 1000 mm,
colonna con diametro di 400 mm, profondità di 42 m. La sua ubicazione
è data in Fig. 1,
e la sua struttura è illustrata in Fig.
5.
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Si consideri la continuazione del tratto finestrato
a quote superiori al livello piezometrico; tale situazione, accuratamente
evitata nei pozzi normali, diviene essenziale in casi di pozzi
barriera per il convogliamento all'interno del pozzo di contaminazione
in fase surnatante:
-Trattamento acque: le acque emunte dal pozzo sono state
sottoposte a trattamento mediante torre di strippaggio, con recapito
finale delle acque in fognatura. Come è noto questa procedura
di depurazione consta in un serbatoio, ripieno di pellets di materiale
sintetico, nel quale dall'alto viene fatta percolare l'acqua in depurazione;
in senso contrario, dal basso viene immesso un flusso d'aria in grado
di produrre il passaggio in fase di vapore del contaminante in soluzione
nell'acqua. I vapori escono dalla parte sommitale della torre e vengono
trattati, se necessario, con carboni attivi o con ossidatore catalitico;
le acque depurate escono dalla base della torre stessa.
-Piezometri di controllo: sono stati eseguiti altri due piezometri (PZ
2 e PZ 3), ubicati in Fig. 1,
finalizzati al controllo della effettiva direzione di deflusso della falda
mediante misurazione di precisione dei livelli piezometrici e destinati
alle azioni di monitoraggio.
PROVE DI EFFICIENZA E DIMENSIONAMENTO DEGLI IMPIANTI
Al fine di verificare l'efficienza degli impianti e
per individuare le condizioni ottimali di esercizio, sono state eseguite
alcune prove nel pozzo di aspirazione e nel pozzo di sbarramento. La
prova nel pozzo di aspirazione ha consentito di fissare in 700 m3/ora
circa la portata ottimale dell'aspiratore, con concentrazioni di TPH=2644
mg/m3, BTEX=5100mg/m3 nella colonna da 13 m, e di TPH=7400 mg/m3, BTEX=11503
mg/m3 nella colonna da 27 m. Nel pozzo di sbarramento sono state eseguite
una prova di portata a gradini finalizzata alla definizione della portata
di esercizio, ed una prova di portata di lunga durata finalizzata alla
individuazione dei parametri idrogeologici dell'acquifero. La prova
di portata a gradini ha fornito la seguente equazione di pozzo (cfr.
Fig. 6):
s/Q=9.03 Q+ 1224 Q2 (con s in metri e Q in m3/s)
E' interessante osservare le elevatissime
portate specifiche offerte dall'acquifero in esame, nell'ordine
dei 20-30 l/s/m (peraltro consuete nel nord-milanese), che determinano
abbassamenti molto contenuti anche a fronte di portate rilevanti.
La prova di lunga durata, interpretata con il metodo di Cooper-Jacob,
ha dato i seguenti risultati:
T= 6.6 x 10-2
S= 0.50
I valori dei parametri suddetti si adeguano alle stime
riconosciute dalla bibliografia in questo settore della pianura milanese.
Il complesso delle prove idrogeologiche eseguite ha consentito di fissare
la portata di esercizio del pozzo di sbarramento sui 15-20 l/s, con
formazione del raggio di influenza (determinato con i consueti modelli
di calcolo) illustrato nella Fig.
1.
AZIONI DI MONITORAGGIO
La bonifica è stata sottoposta ad una
azione di monitoraggio costante, finalizzata al controllo dei
seguenti punti critici degli impianti:
Gas in uscita dal pozzo di aspirazione
Gas in entrata dall'ossidatore catalitico
Aria in uscita dall'ossidatore catalitico
Acqua del pozzo di sbarramento, prelevata alla superficie piezometrica
Acqua in uscita dalla pompa posizionata pozzo di sbarramento
Acqua in uscita dalla torre di strippaggio
Aria in uscita dalla torre di strippaggio
Acqua nei piezometri PZ1, PZ2, PZ3 prelevata alla superficie
piezometrica
Si consideri il doppio monitoraggio nel pozzo
di sbarramento (su acqua proveniente dalla pompa e su acqua prelevata
con campionatore manuale alla superficie di falda): nel corso
della bonifica infatti si è osservato che dopo poco tempo
dall'inizio della bonifica, mentre l'acqua prelevata dalla pompa
(posizionata circa 3m sotto il livello piezometrico dinamico)
mostrava un'assenza di contaminazione, sulla superficie piezometrica
nel pozzo era presente contaminante, anche in fase surnatante.
Questa situazione è facilmente comprensibile, considerando
la densità del contaminante in oggetto, la sua solubilità,
e la grande diluizione conseguente alle forti portate prelevate
dalla pompa.
ANDAMENTO DELLA BONIFICA
L'andamento della bonifica è illustrata nella
Fig. 7a-Gas Interstiziale,
relativa all'impianto destinato al risanamento dell'insaturo, e nella
Fig. 7b-Acqua Pozzo, che
riguarda l'azione svolta dall'impianto di controllo del saturo. Per
quanto riguarda l'impianto destinato all'insaturo, è possibile
notare la rapidità di abbattimento dei valori di concentrazione dei vapori nel soil gas: dagli altissimi valori rilevati
nella prova iniziale di aspirazione, si è passati in pochi mesi
a concentrazioni di TPH = 50 mg/m3 e di BTEX = 287 mg/m3.L'impianto
è stato dismesso (in accordo con l'Ente Pubblico di Controllo)
a concentrazioni di TPH < 10 mg/m3 e di BTEX = 26 mg/m3. La durata
di circa cinque mesi di bonifica del non saturo è risultata decisamente
inferiore rispetto ai tempi di norma indicati dalla bibliografia specialistica
(da sei mesi ad un anno); si ritiene che la rapida evoluzione positiva
della contaminazione sia fondamentalmente da ascriversi alle litologie
grossolane presenti nel sito, ed ai conseguenti alti valori della permeabilità
dell'aria nei terreni. Più complessa è stata l'azione
di controllo della falda: si osservi che il controllo delle acque provenienti
dalla pompa hanno sempre mostrato una pressoché totale assenza
di contaminazione, mentre le analisi dell'acqua prelevate con campionatore
manuale alla superficie piezometrica dinamica nel pozzo hanno evidenziato
per un periodo notevole concentrazioni significative e talvolta anomale.
In accordo con l'Ente Pubblico di Controllo, dopo circa quattro mesi
dall'avvio del sistema di controllo dell'insaturo, di è deciso
di interrompere il monitoraggio sulle acque provenienti dalla pompa
e di dismettere la pompa di strippaggio, mantenendo in attività
il pompaggio nel pozzo ed il suo effetto di barriera alla propagazione
della contaminazione in falda; nel contempo l'attenzione è stata
concentrata sulle acque superficiali nel pozzo. Dopo circa otto mesi
dall'avvio dell'impianto di controllo del saturo le concentrazioni sono
giunte a TPH < 10 mg/l ed a BTEX = 25 mg/l. La non totale aderenza
ai parametri di legge per le acque potabili (D.P.R. 236/88) ha consigliato
una prosecuzione dell'azione per altri tre mesi, giungendo così
al termine dell'azione con concentrazioni TPH<10 mg/l e BTEX<1
mg/l. Si consideri che i risultati ottenuti con l'azione di controllo
della falda non sarebbero stati possibili senza la bonifica del non
saturo mediante SVE, cioè senza prelevare dai terreni sopra la
falda i quantitativi di contaminante che per gravità sarebbero
proseguiti sino alla superficie piezometrica, incrementando la contaminazione
della falda ed allungando quindi i tempi della sua bonifica.
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